SEO per ChatGPT e AI Overviews: come farsi citare dall’intelligenza artificiale
- ChatGPT, AI Overviews e Perplexity citano le attività che possono leggere, capire e verificare su più fonti.
- Controlla che robots.txt e CDN non blocchino OAI-SearchBot e Googlebot: bloccare GPTBot o Google-Extended non ti toglie dalla ricerca.
- Dati aziendali identici ovunque, recensioni dettagliate e menzioni su siti italiani terzi pesano più del testo del tuo sito.
- Fai un test con 5 o 6 domande reali dei clienti e guarda quali fonti vengono citate: è la mappa di dove devi essere presente.

Fare SEO per ChatGPT e per gli AI Overviews di Google significa rendere la tua attività facile da trovare, da capire e da verificare per i sistemi che costruiscono le risposte. Questi strumenti non scelgono a caso chi citare: leggono pagine che possono scansionare, confrontano i dati della tua attività su più fonti e preferiscono contenuti che rispondono a una domanda precisa in poche righe.
In pratica le leve sono cinque: lasciare entrare i crawler giusti, avere dati aziendali identici ovunque, raccogliere recensioni, farti nominare da siti italiani che non sono il tuo e scrivere pagine in forma di risposta. Nessuna di queste è un trucco. Sono le stesse basi della SEO, pesate in modo un po’ diverso.
Prima di cambiare qualcosa, però, scopri cosa dicono oggi di te: più avanti trovi un test da fare in mezz’ora.
Da dove prendono le risposte ChatGPT, AI Overviews e Perplexity
ChatGPT: memoria del modello e ricerca sul web
ChatGPT risponde in due modi. Il primo è attingere a ciò che il modello ha assorbito durante l’addestramento: informazioni che possono avere mesi o anni, spesso scarse per una piccola attività. Il secondo è la ricerca sul web, che ChatGPT attiva quando la domanda lo richiede, come accade spesso per domande locali o commerciali. In quel caso legge pagine aggiornate e mostra le fonti.
OpenAI usa crawler diversi per scopi diversi, e lo spiega nella sua documentazione ufficiale sui crawler. OAI-SearchBot serve a far comparire i siti nei risultati di ricerca di ChatGPT. GPTBot raccoglie contenuti che possono essere usati per addestrare i modelli. ChatGPT-User visita una pagina quando è un utente a chiedere qualcosa che la richiede. Le impostazioni sono indipendenti: puoi bloccare l’addestramento e restare visibile nella ricerca.
Google AI Overviews e AI Mode
Gli AI Overviews pescano dall’indice di Google. Secondo la guida di Google sulle funzionalità AI nella Ricerca, per essere mostrata come link di supporto una pagina deve essere indicizzata e idonea a comparire con uno snippet. Non ci sono requisiti tecnici aggiuntivi. Google spiega anche che queste funzionalità possono usare il “query fan-out”: scompongono la domanda in più ricerche correlate.
Questo ha una conseguenza pratica. Una pagina che risponde bene a una sotto-domanda specifica (“quanto costa un impianto dentale a Bologna”, “il sabato è aperto?”) può entrare nella risposta anche se non è prima in classifica per la domanda principale.
Perplexity
Perplexity cerca sul web a ogni domanda e mostra le fonti numerate accanto alla risposta. Il suo crawler si chiama PerplexityBot. Per un’attività locale è il più trasparente dei tre: vedi subito quali siti ha letto e quindi dove devi essere presente.
Fai il test: cosa dice l’AI della tua attività oggi
Prendiamo un caso generico: uno studio dentistico a Bologna. Lo stesso metodo vale per un idraulico a Verona o un ristorante a Napoli. Scegli cinque o sei domande che un cliente farebbe davvero, scritte come le scriverebbe lui.
- “Miglior dentista a Bologna”
- “Dentista a Bologna aperto il sabato”
- “Chi fa impianti dentali a Bologna con buone recensioni?”
- “Quanto costa una pulizia dei denti a Bologna?”
- “Cosa ne pensi dello Studio [nome del tuo studio] a Bologna?”
- “Confronta Studio [tuo nome] e Studio [concorrente] a Bologna”
Fai ogni domanda su ChatGPT (con la ricerca attiva), su Perplexity e su Google, dove l’AI Overview compare solo per alcune ricerche. Annota in un foglio di calcolo tre cose per ogni risposta: se vieni nominato, quali concorrenti compaiono e quali siti vengono citati come fonte.
Le ultime due domande sono le più utili. Quando chiedi del tuo studio per nome, vedi quali dati l’AI ha su di te: orari, indirizzo, servizi, opinioni. Se qualcosa è sbagliato, hai trovato il primo intervento da fare.
| Cosa vedi nella risposta | Cosa probabilmente significa | Da dove partire |
|---|---|---|
| Non compari mai, compaiono sempre gli stessi due o tre concorrenti | Hanno più recensioni o più menzioni su siti terzi | Recensioni e presenza su portali di settore |
| Compari, ma con orari o indirizzo vecchi | Dati incoerenti tra le fonti | Allineare scheda Google, sito e directory |
| Le fonti citate sono solo portali e directory | Il tuo sito non è letto o non risponde alla domanda | Crawler e pagine in forma di risposta |
| L’AI dice di non avere informazioni su di te | Entità debole: poche fonti parlano di te | Menzioni su siti italiani terzi |
| Compari in Perplexity ma non in ChatGPT | Possibile blocco di OAI-SearchBot | Controllare robots.txt e CDN |
Guarda bene le fonti: se vengono citati sempre MioDottore, PagineGialle e un paio di articoli della stampa locale, quella è la mappa dei siti dove devi esserci.
Lascia entrare i crawler giusti
Il problema più banale è anche uno dei più frequenti: il sito blocca i crawler degli assistenti AI senza che il titolare lo sappia. Può essere una vecchia regola nel robots.txt, un plugin di sicurezza o un’impostazione del CDN: alcuni servizi, come Cloudflare, permettono di bloccare i bot AI con un clic.
Apri il file robots.txt del tuo sito (lo trovi aggiungendo /robots.txt al dominio) e cerca questi nomi:
- OAI-SearchBot: se è bloccato, OpenAI dichiara che il sito non verrà mostrato nelle risposte di ricerca di ChatGPT.
- GPTBot: riguarda l’addestramento dei modelli. Bloccarlo è una scelta legittima e non ti toglie dalla ricerca di ChatGPT.
- Googlebot: è lui che conta per gli AI Overviews, perché queste funzionalità usano l’indice della Ricerca.
- Google-Extended: secondo la documentazione di Google sui crawler, controlla l’uso dei tuoi contenuti per addestrare Gemini e per il grounding nelle app Gemini e su Vertex AI. Non influisce sulla presenza nella Ricerca Google né sul posizionamento.
- PerplexityBot: serve a far comparire il sito nei risultati di Perplexity.
Controlla anche che le informazioni importanti siano nel testo della pagina. Orari dentro un’immagine o prezzi in un PDF sono più difficili da leggere per qualsiasi crawler.
Dati aziendali coerenti: prima l’entità, poi i contenuti
Per un assistente AI la tua attività è un’entità: un nome legato a un indirizzo, una categoria, un telefono, degli orari, dei servizi. Quando sono identiche su molte fonti, il sistema le considera affidabili. Quando il sito dice “Via Indipendenza 12”, la scheda Google “Via dell’Indipendenza 12/A” e PagineGialle riporta il vecchio numero di telefono, l’AI tende a citare qualcun altro, o a citarti con dati sbagliati.
La lista di controllo è breve:
- Scheda Google Business Profile completa, con categoria principale corretta, orari aggiornati e servizi elencati. Google cita esplicitamente le informazioni del Business Profile tra le cose da tenere aggiornate per le funzionalità AI.
- Nome, indirizzo e telefono scritti esattamente nello stesso modo su sito, scheda Google, Facebook, Instagram e directory.
- Una pagina “Chi siamo” con nomi veri, ruoli, anno di apertura e partita IVA.
- Dati strutturati LocalBusiness (o il sottotipo adatto, come Dentist) che corrispondono a ciò che c’è scritto nella pagina, con i link ai profili ufficiali nella proprietà sameAs.
La nostra guida alla SEO locale entra nel dettaglio della coerenza NAP e della scheda Google: ogni incoerenza che sistemi per Google Maps la sistemi anche per gli assistenti AI.
Recensioni e menzioni su siti italiani
Quando qualcuno chiede “miglior dentista a Bologna”, l’AI non può verificare la qualità delle cure: può solo leggere cosa dicono gli altri. Per questo le recensioni e le menzioni su siti che non controlli pesano più di quanto scrivi sul tuo sito.
Le recensioni
Contano il numero, la frequenza e il contenuto. Una recensione che dice “ottimo” aiuta poco. Una che dice “mi hanno fatto un impianto in due sedute, il dottor Rossi mi ha spiegato tutto e il prezzo era quello del preventivo” contiene esattamente le parole che un assistente AI riprende quando descrive un’attività. Chiedere ai clienti di citare il servizio ricevuto, senza dettare il testo, è legittimo e funziona.
Rispondi a tutte, anche a quelle negative: una risposta calma e precisa è un’informazione in più su di te.
Le menzioni sui siti terzi
Torna al foglio del test e guarda quali domini compaiono come fonti. In Italia, a seconda del settore, ricorrono spesso:
- portali di settore: MioDottore per la sanità, TheFork e TripAdvisor per la ristorazione, Immobiliare.it per gli immobili;
- directory generaliste come PagineGialle;
- testate locali online e blog di quartiere o di città;
- siti di associazioni di categoria, ordini professionali, fiere ed eventi locali;
- articoli comparativi del tipo “i migliori dieci … a Torino”, che compaiono spesso tra le fonti.
Non ti serve essere ovunque. Ti serve essere sui siti che l’AI cita già per la tua categoria nella tua città, con profili completi e dati identici a quelli della scheda Google. Un’intervista sul giornale locale vale più di venti directory sconosciute.
Scrivi pagine in forma di risposta
Gli assistenti AI estraggono frasi. Se la risposta è sepolta nel quarto paragrafo di un testo promozionale, è difficile che venga presa. Se è nelle prime due righe sotto un titolo che riprende la domanda, è facile. Alcune regole pratiche:
- Una pagina per ogni servizio importante, con la risposta in apertura: cos’è, per chi è, quanto dura, quanto costa indicativamente, dove lo fai.
- Prezzi o fasce di prezzo quando puoi indicarli. Chi non risponde a “quanto costa” lascia spazio a chi lo fa.
- Domande frequenti scritte con le parole dei clienti, prese da email, telefonate e recensioni, non inventate a tavolino.
- Dettagli verificabili e locali: zona, parcheggio, fermate dell’autobus, lingue parlate, convenzioni. Sono proprio le sotto-domande che il “query fan-out” va a cercare.
Non serve riscrivere tutto il sito: parti dalle domande del test in cui compaiono i concorrenti e non tu. Per la parte tecnica abbiamo pagine dedicate (in inglese) a come lavoriamo sulla AI SEO, alla SEO per ChatGPT e all’ottimizzazione per gli AI Overviews.
Domande frequenti
Come faccio ad apparire su ChatGPT con la mia attività?
Assicurati che il file robots.txt e il CDN non blocchino OAI-SearchBot, che i dati della tua attività siano identici su sito, scheda Google e directory, e che i siti terzi citati da ChatGPT per il tuo settore parlino di te. Poi crea pagine che rispondono in modo diretto alle domande dei clienti. Nessuno può garantire una citazione.
Serve un’ottimizzazione speciale per gli AI Overviews di Google?
Secondo Google no. Una pagina deve essere indicizzata e idonea a comparire con uno snippet, e valgono le normali buone pratiche SEO. Google dice esplicitamente che non servono file per l’AI né dati strutturati particolari.
Bloccare GPTBot mi fa sparire da ChatGPT?
No. Secondo la documentazione di OpenAI, GPTBot riguarda l’addestramento dei modelli, mentre la presenza nella ricerca di ChatGPT dipende da OAI-SearchBot. Puoi bloccare GPTBot e lasciare libero OAI-SearchBot.
Le recensioni Google contano per ChatGPT?
Le recensioni contano, ma non necessariamente solo quelle su Google. Quando la ricerca è attiva, ChatGPT legge le fonti pubbliche che trova, come portali di settore e directory con recensioni. Conviene raccoglierle sia sulla scheda Google, che pesa per Google e gli AI Overviews, sia sui portali che ChatGPT cita per il tuo settore.
Quanto tempo serve per essere citati dall’intelligenza artificiale?
Dipende dal punto di partenza. Togliere il blocco a un crawler ha effetto in tempi brevi: OpenAI indica circa 24 ore perché un aggiornamento del robots.txt venga recepito nella ricerca. Costruire recensioni e menzioni su siti terzi richiede invece mesi. Ripeti lo stesso test ogni mese per vedere se la situazione cambia.
Vuoi sapere cosa dice l’AI della tua attività?
Possiamo fare il test per te su ChatGPT, Perplexity e Google, leggere le fonti citate e dirti da quale intervento partire. Lavoriamo da Wrocław, in Polonia, con clienti in Polonia, Germania, Francia, Regno Unito e Turchia, e trovi l’elenco completo dei nostri servizi sul sito. Se vuoi un parere sulla tua situazione, scrivici dalla pagina contatti.
Ekrem Abdulkerim
Digital marketing strategist at LineUp Agency, specialising in performance-driven SEO and lead generation.
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