SEO per avvocati: come ricevere richieste da Google
- Le richieste arrivano dalle pagine per materia, dalla scheda Google Maps e dalle recensioni vere.
- L'art. 35 del Codice deontologico permette di informare con ogni mezzo, ma vieta comparazioni e messaggi suggestivi.
- Nel nome della scheda Google va la denominazione dello studio, senza parole chiave.
- Non offrire vantaggi in cambio di recensioni e non rivelare dettagli delle pratiche nelle risposte.

La SEO per avvocati serve a far comparire il tuo studio quando una persona cerca aiuto per un problema preciso: «avvocato divorzista Bologna», «avvocato per sfratto morosità», «avvocato infortunistica stradale vicino a me». Le richieste arrivano da tre punti: le pagine del sito dedicate alle singole materie, la scheda su Google Maps e le recensioni vere dei clienti.
Il resto, dal blog con articoli generici alle parole chiave nei titoli, pesa molto meno. E tutto va fatto dentro le regole deontologiche, che sulla pubblicità professionale sono più larghe di quanto molti colleghi credano.
Qui trovi che cosa permette la deontologia, come impostare le pagine per area di attività, come curare il Profilo dell’attività su Google e come trattare le recensioni senza rischi.
Che cosa puoi fare online secondo la deontologia
L’articolo 35 del Codice deontologico forense dice che l’avvocato può dare informazioni sulla propria attività «quali che siano i mezzi utilizzati», rispettando verità, correttezza, trasparenza, segretezza e riservatezza. La versione in vigore è quella approvata dal CNF nel gennaio 2016 e pubblicata in Gazzetta Ufficiale (fonte: Studio Cataldi). Quella riforma ha eliminato le vecchie regole sui siti web, compreso l’obbligo di comunicare al Consiglio dell’Ordine forma e contenuto del sito.
I paletti restano, e sono quelli che contano per chi fa SEO:
- niente informazioni comparative con altri professionisti;
- niente messaggi equivoci, ingannevoli, denigratori o suggestivi;
- in ogni comunicazione vanno indicati titolo professionale, denominazione dello studio e Ordine di appartenenza.
Tradotto in pratica: scrivi «Avvocato Rossi, Foro di Torino» e non «il miglior avvocato di Torino». Niente «garantiamo il risultato», niente «specialisti numero uno». Le promesse di esito sono fuori dalla SEO e fuori dalla deontologia.

Come cercano gli utenti un avvocato
Chi ha un problema legale raramente cerca «studio legale». Cerca la situazione in cui si trova, spesso con la città. Alcuni esempi di query reali:
- «avvocato separazione consensuale Milano»;
- «avvocato recupero crediti Napoli»;
- «avvocato licenziamento illegittimo»;
- «avvocato penalista vicino a me».
Le ricerche con «vicino a me» e quelle con il nome della città fanno comparire il blocco delle mappe di Google. Per questo la SEO di uno studio legale è quasi sempre SEO locale: se vuoi la base del metodo, la trovi nella nostra guida alla SEO locale e a Google Maps.
Pagine per area di attività: il cuore del sito
Il sito di molti studi ha una sola pagina «Aree di attività» con un elenco di dieci voci. Google non ha niente da mostrare a chi cerca «avvocato per sfratto». Serve una pagina per ogni materia su cui vuoi ricevere incarichi.
Che cosa mettere in ogni pagina
Ogni pagina risponde a una situazione concreta. Per esempio, la pagina sul recupero crediti spiega:
- quando ha senso il decreto ingiuntivo e quando una diffida;
- quali documenti servono per iniziare;
- come si svolge il percorso, in modo generale, senza promettere tempi o esiti;
- chi segue la pratica nello studio, con titolo e iscrizione all’Ordine;
- come contattarti, con telefono e modulo ben visibili.
Titoli e URL
Il titolo della pagina contiene la materia e la città, per esempio «Avvocato recupero crediti a Verona». L’indirizzo è breve e leggibile. Non copiare lo stesso testo cambiando solo la città: Google lo riconosce e non ti premia.
Profilo dell’attività su Google per lo studio legale
La scheda su Google Maps è spesso il primo contatto. Le linee guida di Google chiedono di indicare il nome dell’attività come è usato nella realtà, su insegna, carta intestata e sito (linee guida di Google). Quindi scrivi la denominazione dello studio, senza aggiungere parole chiave come «avvocato divorzista economico». Un nome gonfiato può portare alla sospensione della scheda.
Le altre regole valgono per ogni studio:
- scegli il minor numero di categorie necessario a descrivere l’attività principale, per esempio «Studio legale» come categoria primaria;
- l’indirizzo deve essere preciso, con orari e telefono corretti;
- una sola scheda per attività;
- le informazioni vanno verificate e aggiornate (consigli di Google sul posizionamento locale).
Per il lavoro più dettagliato su schede, categorie e foto puoi guardare come abbiamo impostato un altro settore regolamentato nella guida SEO per studi dentistici e in quella per fisioterapisti: la logica è la stessa.
Recensioni: cosa puoi chiedere e cosa no
Le recensioni pesano sulla scelta, ma per un avvocato hanno due limiti. Il primo è quello di Google: le norme sui contenuti vietano di offrire sconti, pagamenti o servizi in cambio di una recensione e di sollecitare contenuti che non descrivono un’esperienza vera (norme di Google sui contenuti falsi). Il secondo è il segreto professionale: non rispondere mai a una recensione con dettagli della pratica, nemmeno per difenderti.
Cosa funziona:
- a fine incarico, se il cliente è soddisfatto, invia un messaggio breve con il link diretto alla scheda;
- chiedi un parere sincero, senza suggerire cosa scrivere;
- rispondi in modo sobrio e generico, anche alle critiche, senza citare fatti del caso;
- non pubblicare recensioni scritte da colleghi o familiari.
Altri elementi che aiutano a farti trovare
Una pagina «Chi siamo» con persone vere
Nome, foto, titolo, Ordine di appartenenza, materie trattate, pubblicazioni o interventi. Per un servizio in cui il cliente affida una questione delicata, la fiducia nasce qui. Elenca solo titoli che hai davvero e che riguardano l’attività: l’articolo 35 vieta riferimenti a titoli o incarichi non inerenti alla professione.
Directory e citazioni
Controlla che nome, indirizzo e telefono siano identici su Google, sul sito dell’Ordine, su PagineGialle e sugli eventuali portali di settore. Le incoerenze confondono sia i clienti sia i motori di ricerca.
Velocità e telefono
Molti contatti arrivano da smartphone, spesso in un momento di urgenza. Il sito deve aprirsi in fretta, il numero deve essere cliccabile e il modulo breve.
Quanto tempo ci vuole e cosa misurare
Non esiste una data fissa. Se parti da zero, in una città grande con molta concorrenza servono mesi prima di comparire per le ricerche più competitive. Su materie più di nicchia o città medie i primi movimenti arrivano prima. I fattori che contano sono la concorrenza, lo stato attuale del sito e la costanza con cui curi scheda e recensioni.
Misura poche cose: chiamate e moduli ricevuti, richieste da Google Maps, posizione per le cinque query principali. Il numero di visite da solo dice poco, perché un articolo generico può portare mille lettori e nessun cliente.
Domande frequenti
Un avvocato può fare SEO e pubblicità online?
Sì. L’articolo 35 del Codice deontologico consente di informare sulla propria attività con qualsiasi mezzo, purché l’informazione sia veritiera, corretta e trasparente, senza comparazioni con altri professionisti e con l’indicazione di titolo, denominazione dello studio e Ordine di appartenenza. Per i casi dubbi chiedi al tuo Consiglio dell’Ordine.
Quanto costa la SEO per uno studio legale?
Il costo dipende da cosa serve: il numero di pagine per materia da scrivere, lo stato del sito, la città e la concorrenza, e se c’è anche la gestione della scheda Google. Per questo la cifra va chiesta su un lavoro definito, non su un listino generico.
Posso chiedere recensioni ai clienti?
Puoi chiedere un parere sincero a chi è soddisfatto. Non puoi offrire sconti o altri vantaggi in cambio di una recensione, perché le norme di Google lo vietano. Nelle risposte non rivelare mai dettagli della pratica.
Meglio un blog o le pagine per materia?
Prima le pagine per materia, perché intercettano chi cerca un avvocato adesso. Un blog serve dopo, per rispondere a domande concrete dei clienti, come «cosa succede se non pago una cartella» o «come funziona la separazione consensuale».
Serve una scheda Google se ho solo lo studio a casa?
Dipende da come lavori. Se non ricevi clienti all’indirizzo, le regole di Google prevedono un profilo con area di servizio e non un indirizzo mostrato. Leggi le linee guida prima di inserirlo, per non rischiare la sospensione.
Vuoi far trovare il tuo studio su Google?
Se vuoi capire da dove partire per il tuo studio, scrivici a questa pagina: guardiamo insieme sito e scheda Google e ti diciamo quali pagine mancano.
Ekrem Abdulkerim
Digital marketing strategist at LineUp Agency, specialising in performance-driven SEO and lead generation.
Resta un passo avanti
Ricevi le ultime strategie SEO e analisi di marketing direttamente nella tua casella di posta.
Ready to dominate search?
See how LineUp helps businesses win on Google, drive organic traffic and turn it into leads.


